PDF  Stampa  E-mail  Giovedì 30 Settembre 2010 20:45
Sulla sommità della collina morenica che sovrasta Caravino sorge il Castello di Masino.

Il Castello, che nel corso degli anni non è stato mai abbandonato, conserva ora intatta tutta la sua storia millenaria.

All'interno della sua Cappella sono conservati i resti mortali di Arduino, marchese d'Ivrea e primo Re d'Italia.

Vi sono stati ospiti personaggi illustri, come nel 1578 S. Carlo Borromeo, nel 1711 Anna Maria d'Orleans, moglie di Vittorio Amedeo II° di Savoia e poi ancora Vittorio Alfieri, Massimo d'Azeglio e Gioacchino Rossini.

Il Castello è circondato da un parco all'inglese di circa 20 ettari, da un piccolo giardino all'italiana e da 18 ettari di boschi.

L'attività del F.A.I. (Fondo per l'Ambiente Italiano) nell'area del Castello di Masino ha incrementato enormemente l'afflusso turistico nel Comune

Il Castello, residenza per dieci secoli dei conti Valperga, è stato acquistato nel 1988 dal F.A.I. Fondo per l'Ambiente Italiano , che lo ha aperto al pubblico; circondato originariamente da mura e torri, è immerso in un monumentale parco romantico che domina la pianura del Canavese. Gli interni, con i saloni affrescati e riccamente arredati tra Seicento e Settecento, gli appartamenti di Madama Reale, le camere per gli ambasciatori e gli appartati salotti, sono documento delle vicende di una famiglia che fu protagonista della storia piemontese e italiana. Nel vicino Palazzo delle Carrozze, recentemente ristrutturato, si può ammirare la ricca collezione di carrozze del XVIII e XIX secolo.

Come il castello anche il parco subì numerosi mutamenti durante i secoli. Nel XVIII secolo i giardini che a sud-est e a ovest circondavano il castello erano concepiti secondo uno schema geometrico classico che univa i modelli rinascimentali del giardino all'italiana agli abbellimenti decorativi di quello alla francese. L'attuale configurazione deriva dalla sistemazione all'inglese risalente alla prima metà dell'Ottocento, che portò alla realizzazione della "strada dei 22 giri" che scende, in mezzo ai boschi, in direzione di Strambino, sino alla "Casa Svizzera", portineria del Castello di Masino ai piedi della collina. La strada percorre il corno più lungo della "collina della capra", passa a pochi metri dalla Chiesa di San Giacomo in Carpeneto. La strada venne costruits, per ordine della contessa Eufrasia, nel 1830.

L'abitazione dei custodi, ricostruita nel 1841 in stile valdostano (di qui il nome di "casa svizzera") con il tetto di lose che sopravanza per coprire il balcone in legno, è recintata da una bella cancellata di ferro battuto, con il monogramma dei Valperga di Masino.

Il castello, che nel corso degli anni non è stato mai abbandonato,conserva ancora intatta tutta la sua storia millenaria.

All'interno della sua Cappella sono conservati i resti mortali di Arduino, marchese di Ivrea e primo Re d'Italia.

Vi sono stati ospiti personaggi illusti, come nel 1578 S. Carlo Borromeo, nel 1711 Anna Maria d'Orleans, moglie di Vittorio Amedeo II di Savoia; e poi ancora Vittorio Alfieri, Massimo d'Azeglio, Giacchino Rossigni.

Masino è stato denominato il "balcone del Canavese", grazie alla eccezionale vista che si può godere dalle terrazze.

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